Per due mesi sarò costretta a stare lontana dal computer, non sono abituata e credo che almeno la prima settimana mi comporterò come una tossica in crisi d'astinenza. Che poi non gli dedico molto tempo, sopratutto ora che lavoro tanto e la voglia di stare qui davanti scema a livello esponenziale, ma è proprio l'idea che mi venga negato che mi infastidisce e me ne farà sentire la mancanza.
NO, non sono stata punita dai miei, non mi hanno staccato il pc! E' che mercoledi inizieranno i lavori in casa...praticamente sarà come ricostruirne una dall'inizio, dato che la mia camera passerà in cucina, la cucina in salone, il salone nella mia camera, più muri da buttar giù e altri da spostare, più la parte elettrica e quella idraulica. Ci cacciano addirittura di casa, quindi dovrò andare a stare da mia nonna (la cui casa è quasi sempre gelata e con un vago odore di saponi, dolci e fritto).
E' una settimana che stiamo qui a riempire scatoloni, a buttare buste piene di oggetti, carte e utensili accumulati in tanti anni. E più ne butti più le cose sembrano uscire dai cassetti e non ti spieghi come abbiano potuto stare lì tutte insieme.
A parte lo stress la cosa mi piace. Mi ha fatto riflettere sui motivi che mi hanno portata a buttare cose che per me erano importanti al tempo. Cose accumulate con tanta passione, sistemate con precisione e devozione.
Eppure ogni volta mi domando : Cosa voglio portare con me nella nuova casa? Di cosa mi voglio privare? Cosa non mi appartiene più?
Sono domande importanti, come le conclusioni alle quali sono arrivata.
Me ne andrò presto da qui, tra meno di un anno. La mia casa mi ha sempre dato una sensazione di inquietudine, non mi sono mai rilassata e spesso, in solitudine, mi sono sentita minacciata da un'aria ormai densa di tensione e rabbia sprigionata da discussioni infinite. Ma ho bisogno comunque di pensare a qualcosa che renda il mio futuro angolo di camera il più possibile familiare, come se sentissi il bisogno di lasciare ui un po' della mia personalità ora che più si avvicina la mia partenza.
Forse sono semplicemente curiosa di vedere quanto sono in grado di descrivermi, chi lo sa.
Sono stanca morta, ma continuo a guardare avanti, verso terra, e nonostante non mi sia concessa minimamente una vacanza mi sento forte nell' animo, sento l'entusiasmo dei miei impegni, vedo i risultati e questo mi sprona ancora di più. Mi sento diversa, strano dirlo, ma è come se tutto stesse andando per il verso giusto.. e secondo me è l'atteggiamento che ha fatto l'80% dell'opera.
Oggi al lavoro parlavo con un mio amico buddista (per così dire, visto che fa parte della Soka Gakkai).
Mi ha regalato un secondo libro su questa dottrina filosofico religiosa. Mi piace leggere, informarmi, mi piace ascoltarlo e parlare di mille argomenti con lui, però a volte mi spiazza. C'è questa mania, da parte dei gruppi religiosi, di voler fare proselitismo. Ogni uomo crede di avere in mano la chiave della felicità e si comporta in due modi opposti : da una parte cerca in modo invadente di farti fare lo stesso percorso. Dall'altra ti guarda provando compassione e tenendoti a distanza, perchè lui sa e tu no.
Bè, questo mio amico fa più parte della prima categoria (ma almeno non è poi così invadente).
Il problema è che io pongo delle domande, ma non trovo assolutamente le sue risposte pertinenti. Si, mi parla di gioia, di amore, di parlare col cuore, di pace....tutti concetti bellissimi e giustissimi..ma è aria fritta. Non risponde alle mie domande. Credo si accorga della mia perplessità.
Quello che vorrei fargli capire, ma che invece non gli arriva, è che è vero, lui è una persona fantastica, sicuramente questa filosofia gli avrà cambiato la vita, ma ognuno ha una determinata predisposizione al suo percorso spirituale. La sua scintilla è esattamente la stessa che ha illuminato la vita di una cristiana praticante, la stessa scintilla che fa essere felice me, che ho sempre avuto l' anima e il cuore pagani nonostante asilo ed elementari totalmente passati in scuole di suore e chiesa-post lezioni. Io rispetto questo amore per il sacro, questo modo di sentire il sacro, per quanto possa essere completamente diverso da quello di un tizio accanto a me sul tram. Quello che non capisco è perchè sia così difficile accettare che qualcuno possa essere felice seguendo altri canoni che ovviamente non si possono sempre condividere.
E così mi ritrovo sempre ad ascoltarlo, a fargli capire che ok, trovo interessante quello che dice ma io ho la mia strada da seguire...ed è sempre così complicato, come se non fosse importante quello che sono perchè è ovvio che se lui è felice allora la strada giusta è quella che sta percorrendo lui.
Questo lo rende sempre meno fantastico ai miei occhi..
NO, non sono stata punita dai miei, non mi hanno staccato il pc! E' che mercoledi inizieranno i lavori in casa...praticamente sarà come ricostruirne una dall'inizio, dato che la mia camera passerà in cucina, la cucina in salone, il salone nella mia camera, più muri da buttar giù e altri da spostare, più la parte elettrica e quella idraulica. Ci cacciano addirittura di casa, quindi dovrò andare a stare da mia nonna (la cui casa è quasi sempre gelata e con un vago odore di saponi, dolci e fritto).
E' una settimana che stiamo qui a riempire scatoloni, a buttare buste piene di oggetti, carte e utensili accumulati in tanti anni. E più ne butti più le cose sembrano uscire dai cassetti e non ti spieghi come abbiano potuto stare lì tutte insieme.
A parte lo stress la cosa mi piace. Mi ha fatto riflettere sui motivi che mi hanno portata a buttare cose che per me erano importanti al tempo. Cose accumulate con tanta passione, sistemate con precisione e devozione.
Eppure ogni volta mi domando : Cosa voglio portare con me nella nuova casa? Di cosa mi voglio privare? Cosa non mi appartiene più?
Sono domande importanti, come le conclusioni alle quali sono arrivata.
Me ne andrò presto da qui, tra meno di un anno. La mia casa mi ha sempre dato una sensazione di inquietudine, non mi sono mai rilassata e spesso, in solitudine, mi sono sentita minacciata da un'aria ormai densa di tensione e rabbia sprigionata da discussioni infinite. Ma ho bisogno comunque di pensare a qualcosa che renda il mio futuro angolo di camera il più possibile familiare, come se sentissi il bisogno di lasciare ui un po' della mia personalità ora che più si avvicina la mia partenza.
Forse sono semplicemente curiosa di vedere quanto sono in grado di descrivermi, chi lo sa.
Sono stanca morta, ma continuo a guardare avanti, verso terra, e nonostante non mi sia concessa minimamente una vacanza mi sento forte nell' animo, sento l'entusiasmo dei miei impegni, vedo i risultati e questo mi sprona ancora di più. Mi sento diversa, strano dirlo, ma è come se tutto stesse andando per il verso giusto.. e secondo me è l'atteggiamento che ha fatto l'80% dell'opera.
Oggi al lavoro parlavo con un mio amico buddista (per così dire, visto che fa parte della Soka Gakkai).
Mi ha regalato un secondo libro su questa dottrina filosofico religiosa. Mi piace leggere, informarmi, mi piace ascoltarlo e parlare di mille argomenti con lui, però a volte mi spiazza. C'è questa mania, da parte dei gruppi religiosi, di voler fare proselitismo. Ogni uomo crede di avere in mano la chiave della felicità e si comporta in due modi opposti : da una parte cerca in modo invadente di farti fare lo stesso percorso. Dall'altra ti guarda provando compassione e tenendoti a distanza, perchè lui sa e tu no.
Bè, questo mio amico fa più parte della prima categoria (ma almeno non è poi così invadente).
Il problema è che io pongo delle domande, ma non trovo assolutamente le sue risposte pertinenti. Si, mi parla di gioia, di amore, di parlare col cuore, di pace....tutti concetti bellissimi e giustissimi..ma è aria fritta. Non risponde alle mie domande. Credo si accorga della mia perplessità.
Quello che vorrei fargli capire, ma che invece non gli arriva, è che è vero, lui è una persona fantastica, sicuramente questa filosofia gli avrà cambiato la vita, ma ognuno ha una determinata predisposizione al suo percorso spirituale. La sua scintilla è esattamente la stessa che ha illuminato la vita di una cristiana praticante, la stessa scintilla che fa essere felice me, che ho sempre avuto l' anima e il cuore pagani nonostante asilo ed elementari totalmente passati in scuole di suore e chiesa-post lezioni. Io rispetto questo amore per il sacro, questo modo di sentire il sacro, per quanto possa essere completamente diverso da quello di un tizio accanto a me sul tram. Quello che non capisco è perchè sia così difficile accettare che qualcuno possa essere felice seguendo altri canoni che ovviamente non si possono sempre condividere.
E così mi ritrovo sempre ad ascoltarlo, a fargli capire che ok, trovo interessante quello che dice ma io ho la mia strada da seguire...ed è sempre così complicato, come se non fosse importante quello che sono perchè è ovvio che se lui è felice allora la strada giusta è quella che sta percorrendo lui.
Questo lo rende sempre meno fantastico ai miei occhi..




